MUSEO VIRTUALE DEL VETRO
LIBERTY E DECO'
INTRODUZIONE
Questo Museo Virtuale nasce con l’intento di offrire un panorama quanto più possibile completo - anche se certo non esaustivo - dell’arte vetraria in Francia nei periodi Liberty e Deco, e quindi, all’incirca, fra il 1885 e il 1940. La maggior parte dei vetri (soprattutto vasi) qui presentati sono stati realizzati mediante lavorazione all’acido (o “cameo”), trascurando volutamente, e per una pura questione di gusto, altre tecniche (pure minoritariamente presenti), quali la stampatura e la decorazione a smalto.
È pure presente una sezione dedicata a Germania e Boemia nello stesso periodo, anche se con minori pretenziosità.
È infine presente una mini-collezione di vasi italiani, ma non della “solita” Murano, quanto piuttosto della Fabbrica “VEDAR”, con la sua raffinata ed esclusiva produzione, realizzata ed esaurita in pochi anni, nel terzo decennio del XX secolo.
L’attenzione non è stata dedicata tanto ai vetri più comunemente ricercati dei soliti autori (pure ampiamente presenti e rappresentati), quali Gallé, Daum, Lalique, ecc., ed alla produzione più elitaria (e costosa) dei medesimi, quanto piuttosto alla rarità, sia degli autori, sia – all’interno della produzione di ciascun autore – di quei vetri e vasi che, per la particolarità delle loro caratteristiche, sono scarsamente e difficilmente reperibili sul mercato.
Esemplificando, non si troveranno, in questo museo virtuale, lampade di Gallè o vasi di grosse dimensioni di Lalique degli anni ’30, in quanto questi oggetti, pur essendo molto ricercati e giustamente apprezzati, sono comunque di facile reperibilità, a patto di essere disposti a pagare qualche decina di migliaia di euro per singolo pezzo. Si troveranno invece – sempre esemplificando – un centrotavola di Gallé con piede in bronzo, molto più raro, per quanto assai meno costoso di qualunque lampada dello stesso autore, e una “pate de verre” realizzata da Walter ma firmata da Daum nel breve periodo nel quale il primo ha prestato la propria opera per il secondo. Pezzo quasi introvabile sul mercato.
La collezione (privata, frutto di un quarto di secolo di ricerche e situata fisicamente nel nord-Italia) è in continuo accrescimento: nella consapevolezza che molti pezzi rari e di grande interesse sono tuttora mancanti e che la sterminata varietà della produzione non consentirà mai il completamento di questa, o di qualsiasi altra collezione similare, purtuttavia lo sforzo costante è teso all’acquisizione di nuovi esemplari che possano consentire un quadro sempre più rappresentativo dell’arte vetraria del periodo.
I vasi e i vetri qui illustrati non hanno per il momento descrizione, in quanto per l’intenditore ciò è inutile. Per ciascun pezzo sono tuttavia evidenziate le misure di massima ed in ogni caso ulteriori informazioni possono essere fornite su semplice richiesta.
Ringraziamo sin d’ora tutti coloro che potranno e vorranno fornire informazioni sugli autori che qui vengono definiti molto rari o del tutto sconosciuti. Il loro contributo è prezioso e – a richiesta – verrà citata la fonte dell’informazione.
Lo scopo di questo museo virtuale non è commerciale, ma divulgativo. Quindi, pur tenendo presente che a questo mondo tutto ha un prezzo (con poche eccezioni: la mamma, l’onore, ecc.), non si intende, in linea di principio, procedere ad alcuna alienazione, e quanto più un pezzo è ritenuto raro, tanto più il medesimo è incedibile. Poi, certo, i vetri non rientrano nella categoria delle mamme, né in quella dell’onore…


